29 marzo 2012
TERRITORIO. La situazione si aggrava anche in pianura e ora viene lanciato l´allarme

Sorgenti senz´acqua e falde al lumicino Etra: occhio agli sprechi

Il Giornale di Vicenza 29/03/2012

Silvano Ferraro
Negli ultimi sei mesi è piovuto meno della metà rispetto alla media Svegliado: «Nei pozzi e nelle
falde un calo dagli otto ai dieci metri»
Bacini quasi vuoti, fiumi asciutti, sorgenti agli sgoccioli e pozzi
ai minimi storici. È allarme siccità anche nel Bassanese dove
da anni non si registrava all´inizio della primavera una
situazione del genere. In Veneto, negli ultimi sei mesi, vale a
dire quasi dall´inizio dell´autunno scorso, ha piovuto meno di
metà della media delle passate stagioni. Con la pioggia è
mancata la neve, naturale serbatoio di sorgenti e falde. Sul
Grappa l´allarme siccità è già scattato da tempo e così sulle
montagne più a nord che alimentano bacini e fiumi. I problemi
ora stanno arrivando in pianura e a lanciare l´allarme è l´Etra,
società che gestisce il ciclo idrico in 73 Comuni delle province
di Vicenza, Padova e Treviso. Un´area normalmente ricca
d´acqua sia per la sua morfologia sia per la presenza di molte
falde.
«Stiamo registrando un abbassamento dei livelli nelle
sorgenti - spiega Stefano Svegliado, presidente del consiglio
di gestione dell´Etra - in particolare in quella dei Fontanazzi,
con una conseguente diminuzione della portata d´acqua. Ciò
costringe ad intervenire in pianura utilizzando i pozzi che
pescano nelle falde. La conseguenza è che queste sono già
passate dai 12 metri di battente sopra la pompa normali agli
attuali 4».
«Nella zona di Romano - prosegue Svegliado - i pozzi sono
già al livello minimo, mentre a Marostica tutte le piccole
sorgenti sono ormai quasi in secca. Per capire la portata del
problema si pensi che siamo già stati costretti a ricaricare un
serbatoio con le autobotti. La situazione non è diversa in
pianura, dove registriamo un abbassamento notevole di tutte
le falde da cui pescano i pozzi. C´è già un calo di circa 10
metri rispetto a un anno fa. Sempre restando nel Bassanese,
ci preoccupano in particolare i pozzi di Pianezze, Mason e
Rosà».
Le cose non vanno meglio sull´Altopiano dei Sette Comuni,
dove la situazione è aggravata dalla mancanza di
precipitazioni nevose. Nella centrale idrica di Oliero è stato necessario installare una pompa di
emergenza per fare fronte alla diminuzione del livello e della portata della sorgente. Un provvedimento, come spiegano ancora all´Etra, adottato una volta sola negli ultimi 40 anni!
Sempre nel territorio di competenza della società, le cose non vanno meglio nel Padovano. Per
quanto riguarda il Cittadellese, nessun allarme per la centrale San Pietro in Gu, dove i due pozzi
freatici pescano da una falda che non si trova in sofferenza. Si sono invece abbassate di tre metri
rispetto al 2011 la falda della centrale di San Martino di Lupari e di due quella della centrale di
Fontaniva.
Una situazione grave, insomma, destinata a peggiorare se nel giro di un paio di settimane non
comincerà a piovere seriamente.

Data di pubblicazione: 1 aprile 2012
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