10 aprile 2012
VALBRENTA. È accaduto ieri pomeriggio in località Pianello. Danneggiata anche la massicciata sul Brenta

La frana cancella la ciclopista

Il Giornale di Vicenza 10/04/2012

I massi sono caduti dalla parete in un momento in cui per fortuna non passava nessuno.
Lunghi i
tempi per la messa in sicurezza
Una frana di grosse dimensioni s´è staccata dal costone di roccia fra il ponte della superstrada
Valsugana, all´altezza dello svincolo per Enego e la cava Valbrenta di località Pianello. Il tutto è
accaduto nel primissimo pomeriggio di ieri. Erano da poco passate le 14 quando il sindaco di
Enego, Igor Rodeghiero, è stato informato dell´accaduto. Con funzionari del Comune e della
protezione civile ha raggiunto il luogo della frana, ordinando l´immediata chiusura della strada a
monte e a valle. Massi di una certa consistenza sono precipitati distruggendo la strada che porta
alla cava e alla contrada Pianello e si sono fermati a due passi dal Brenta. Fortunatamente, in
quell´ora non passavano né auto né ciclisti, visto che quel tratto di strada altro non è che la
prosecuzione della ciclopista Valbrenta che unisce il Vicentino al Trentino. Nella mattinata,
approfittando della Pasquetta, sono state decine e decine le comitive di ciclisti transitate per quel
luogo, famigliole intere con bambini al seguito.
Il sindaco Rodeghiero ha trascorso l´intero pomeriggio sul posto per mettere in sicurezza strada e
ciclopista. L´accesso è stato sbarrato, con tanto di segnale di divieto, a cominciare dall´inizio della
ciclabile trentina Valsugana, al bivio per Martincelli e poi, successivamente, all´inizio dell´abitato di
Pianello in territorio di Enego.
Il primo cittadino altopianese ha chiesto l´immediato intervento dei vigili del fuoco e delle forze
dell´ordine. Amaro il suo sfogo per questa ciclabile che, al Comune che governa, produce soltanto
costi, senza beneficio alcuno. «Hanno un bel da raccontare i maggiorenti di Provincia e Regione –
afferma – che questa è la via ciclabile che unisce Monaco a Venezia e che favorisce il turismo. Ma
quando si tratta di effettuare interventi di messa in sicurezza è il Comune di Enego a dover
intervenire, con i soldi dei propri cittadini».
«Il Genio civile - continua - da un paio d´anni interviene soltanto lungo gli argini e le sponde del
fiume, il Corpo forestale dello stato nelle rogge e nelle vallette, ma alle rocce che sovrastano le
ciclopista dobbiamo pensare noi con il nostro bilancio che, di questi tempi, è ridotto all´osso.
Soltanto il Bim (Bacino imbrifero montano n.d.r.) ci ha finanziato l´opera di disgaggio della parete
posta all´imbocco della strada per Pianello, accanto al sottopasso della superstrada».
«Noi crediamo nella bontà della ciclabile – aggiunge Igor Rodeghiero – ed infatti da tre anni a
questa parte, grazie al contributo del nostro Comune, organizziamo il servizio estivo di bicibus dalla
Piovega ad Enego, ma l´obiettivo primo che dobbiamo perseguire è la messa in sicurezza di
quest´opera. Ci si deve rendere conto che non è tutto automatico e che vi sono problemi che un
Comune da solo non è in grado di risolvere».
Adesso la strada rimane chiusa ed i ciclisti diretti verso il Trentino dovranno prendere la vecchia
statale della Valsugana, al di là del sovrappasso della “47” che porta a Primolano per rientrare nella
ciclabile in località Martincelli, superando il passaggio a livello che conduce alla chiesetta di Pianello
di sopra. Anche gli abitanti della frazione di Pianello dovranno seguire la stessa strada per andare
verso Bassano.
Il grosso problema si presenta ora per i mezzi pesanti che trasportano il materiale della cava
“Valbrenta” .
A tale proposito, il tratto in cui la montagna è franata fa parte del cantiere della cava stessa, i cui
proprietari hanno ottenuto la concessione di sfruttamento, fino al sottopasso dello svincolo per
Enego, per diversi anni.
«Valuteremo assieme all´amministratore delegato di quella società – spiega il sindaco Rodeghiero –
a chi competerà la bonifica della parete. Per quanto ci riguarda dovremo ricostruire la strada
spazzata via dai massi e non sarà un´impresa da poco, dal momento che la frana ha distrutto non
soltanto il manto stradale ma anche la massicciata verso il fiume. L´operazione avrà un costo
pesante per le nostre casse». Ma per il sindaco di Enego il dilemma che si pone adesso è quello di
pensare anche al resto della ciclabile.
«on quello che è successo qui cosa devo fare? – si interroga – Per rassicurare i ciclisti dovrei
chiudere la ciclopista, perché i punti più critici di questa infrastruttura si trovano proprio nel nostro
Comune. O qualcuno ci dà una mano oppure bisogna pensare a qualcosa, prima che accada
l´irreparabile».
Gianni Celi

Data di pubblicazione: 11 aprile 2012
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