14 febbraio 2012

La “Nuova Valsugana” spacca la Comunità montana

La Domenica di Vicenza 14/02/2012

Le divisioni tra le amministrazioni della Valbrenta hanno portato il presidente Luca Ferazzoli a dichiarare: «Se ogni comune guarda solo al proprio orticello mi dimetto dalla Comunità Montana e torno ad occuparmi solo di Cismon”

di Gianni Celi

La forzatura della Regione, portando in Giunta, fuorisacco (cioè senza che l’argomento fosse stato inserito all’ordine del giorno), il progetto della Nuova Valsugana, rendendo pubblico il nome della cordata che ha vinto la gara d’appalto per i lavori, non poteva non creare delle spaccature all’interno dei Comuni della Vallata del Brenta. Lo si è visto nel corso dell’incontro di dicembre quando il Consiglio è saltato per mancanza del numero legale. C’era sì qualche consigliere giustificato, ma gran parte degli assenti era rimasta a casa per protestare contro quei sindaci che avevano scelto di andare a Venezia, convocati dall’assessore ai lavori pubblici, Renato Chisso, per conoscere la bozza di tracciato. I due sindaci scesi in Laguna erano Angelo Moro, di Valstagna, e Gianni Ceccon di San Nazario.
Il Presidente della Comunità montana, nonché sindaco di Cismon, Luca Ferazzoli, aveva anticipato, durante una delle ultime trasmissioni del 2011 de “Sul Ponte di Bassano” di Tva, il suo no a recarsi da Chisso ed aveva auspicato che altrettanto facessero anche gli altri colleghi della Vallata. Infatti non sono andati a Venezia i rappresentanti dei Comuni, oltre che di Cismon, di Solagna, di Campolongo e di Pove.
«Noi non eravamo d’accordo di essere convocati dall’assessore Chisso dopo che in Giunta s’era già deciso tutto sul progetto della Nuova Valsugana – ci spiega il sindaco di Campolongo, Mauro Illesi - Lo stesso giorno (era di martedì) in cui la Giunta regionale ha presentato il progetto, ci è stata inviata la convocazione per il giovedì mattina alle dieci. S’è ripetuta la stessa cosa cui avevamo assistito tre mesi prima, dopo che continuavamo a scrivere lettere all’assessore Chisso per avere ragguagli sulle scelte che la Regione avrebbe adottato. Abbiamo ritenuto irrispettoso il comportamento dell’assessore regionale, sia per le modalità di convocazione che per non essersi mai fatto sentire prima. Ci hanno fatto sorridere le sue spiegazioni postume del perché non s’è mai voluto confrontare con i sindaci della Valle. E poi è ridicola l’affermazione che per i residenti quell’autostrada sarà gratuita. Forse Chisso non sa che noi, per utilizzarla, dovremmo salire a Pian dei Zocchi o a Cismon, a nord, e a Romano a sud. Non ci resta che continuare a frequentare l’attuale statale 47”.
«Alcuni di noi hanno scelto di non partecipare alla riunione del Consiglio della Comunità montana per una serie di motivi – continua Illesi – Questo ente, di cui attendiamo ormai da un anno una nuova legge, non ha più senso, visto che siamo l’unica Regione in Italia che ha ancora le Comunità montane, mentre stiamo aspettando una legge sulla montagna. Aboliamola questa Comunità montana e sia finita e diamo spazio alle Unioni dei Comuni. Prima di tutto però ci pare giusto dimostrare unitarietà nei confronti di una scelta che graverà per secoli sulla nostra Vallata. Lo abbiamo già fatto di recente, sostenendo, con un ricorso al Tar, ancora fermo, le ragioni dei Comuni di Valstagna e di San Nazario, contro la proposta di una centralina idroelettrica prevista a Valstagna, ma allora perché non lo si doveva fare a fronte di una decisione ben più importante quale quella della Nuova Valsugana?».
«Noi non siamo contrari alla soluzione del problema di un nuovo tracciato fra Pian dei Zocchi e Pove – conclude il sindaco di Campolongo – siamo contrari ad un’autostrada che convoglierà un traffico sempre più crescente lungo la Valbrenta senza, peraltro, che sia risolto il nodo attuale di Carpanè perché continueranno ad essere migliaia e migliaia le auto che transiteranno per la statale 47 per non pagare il pedaggio e saranno ancora tante le autobotti costrette a percorrere la statale non potendo entrare in galleria”.

Il progetto e le possibili varianti nella stesura di quello definitivo, stanno già dividendo le Amministrazioni. Il Presidente Ferazzoli ha già avuto modo di puntare il dito su Cassola che sarebbe riuscito a far allontanare la futura autostrada dal proprio territorio a scapito di Mussolente. La scelta dell’assessore Chisso poi di sentire singolarmente i vari sindaci sarebbe servita a dirottare uscite in galleria verso altri Comuni. È quello che si teme venga fatto nel momento in cui l’ultima galleria a nord della Nuova Valsugana non dovesse più uscire a Pian dei Zocchi, ma alla curva della Lupa penalizzando in tal modo l’abitato di Cismon. Al riguardo Ferazzoli è stato categorico: «Se ogni Comune guarda al proprio orticello mi dimetto da presidente della Comunità montana e torno ad interessarmi solo del mio Comune”.
Insomma di crepe all’interno della Comunità montana ve ne sono e si continua a vederlo con dichiarazioni ora dell’uno ora dell’altro sindaco. «Io ed il sindaco Ceccon – afferma Angelo Moro, primo cittadino di Valstagna – abbiamo deciso di andare a Venezia per meglio conoscere la progettualità della nuova arteria. Lo abbiamo fatto per poter rispondere alle richieste e alle sollecitazioni dei nostri concittadini. Mi auguro che i colleghi degli altri Comuni della Valle che hanno deciso di starsene a casa, capiscano la nostra buona fede”.
Intanto si attende l’approvazione di quella nuova legge regionale che, decretando la fine della Comunità montana, favorirebbe la nascita di un’Unione montana del Brenta azzerando anche le due Unioni dei Comuni ora esistenti. Al nuovo ente spetterebbe la gestione di servizi quali la polizia locale, la scuola, il sociale, la viabilità ed altro ancora con un vantaggio garantito per i sei Comuni della Valle ai quali si aggiungerebbero quelli di Romano d’Ezzelino e di Bassano per la parte del loro territorio in zona montana.
Tornando al tema della Nuova Valsugana merita un cenno una dichiarazione uscita a fine dicembre sul Gazzettino con la quale l’assessore regionale Chisso, risponde al collega Giorgio Gasco che la futura autostrada servirà da sbocco alle merci provenienti dalla superstrada Pedemontana Veneta. Gli autotrasportatori diretti al Brennero, infatti, sostiene Chisso, avranno più vantaggio, da Bassano, ad imboccare la Nuova Valsugana che non allungare il tragitto per agganciare la Verona-Brennero. Più chiaro di così! Quella che arriverà quindi sarà, a tutti gli effetti, un’autostrada che avrà ricadute pesanti sulla Valle e che non risolverà il problema del “nodo” critico di Carpanè.
E per finire adesso non sono solo i residenti della Valle ad alzare barricate contro l’autostrada “Nuova Valsugana”, ma anche Romano d’Ezzelino con un “Comitato civico Valsugana” il quale ha reso noto il tratto di autostrada che, per sette chilometri attraverserà il territorio romanese “regalando” tre nuovi svincoli o rotatorie, uno stabile che ospiterà il centro di controllo della società che gestirà l’autostrada e l’inizio di un tunnel lungo circa undici chilometri che libererà gas di scarico a iosa sul territorio.

Data di pubblicazione: 23 febbraio 2012
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