22 febbraio 2012

Discarica Ex Conceria Campese

Il Gazzettino 22/02/2012

Il Comune vuole venire a capo dell’intricata vicenda che ruota attorno alla proprietà dell’ex-conceria Finco
di Campese, sito dismesso da decenni e diventato una pericolosa discarica abusiva. Un passaggio
indispensabile per poter arrivare all’obiettivo finale: accertare la salubrità del luogo, anche in
considerazione della vicinanza al letto del Brenta e dell’area verde che circonda l’edificio fatiscente. Ma
trattandosi di una proprietà privata, per poterla ripulire e procedere con una perizia che ne attesti lo stato
di salute, l’Amministrazione deve seguire un lungo iter. Il primo passo comunque è già stato compiuto
come spiegano gli assessori Rosanna Filippin (Urbanistica) e Andrea Zonta (Ambiente), che ricordano
anche come sulla zona l’Arpav e la Forestale abbiano già effettuato alcuni sopralluoghi.
«Dopo lunghe e complesse indagini avviate circa nove mesi fa e condotte in collaborazione con altre
istituzioni e la Guardia di Finanza, pensiamo di aver ricostruito la storia del passaggio di mani di questo
antico complesso industriale - riferisce la Filippin - tra eredi legittimi e testamentari, contenziosi giudiziari,
ci risulta che dovrebbero essere dieci gli attuali proprietari, alcuni dei quali risiedono in zona».
Il Comune ha quindi notificato a ciascuna di queste persone un atto nel quale s’impone la pulizia del
luogo. «Se questa non verrà effettuata nei termini previsti dalla legge, scatterà un’ordinanza del sindaco -
precisa l’assessore - avranno 90 giorni di tempo per eseguirla. In caso contrario, la municipalità potrà
entrare in azione direttamente, ripulendo l’area dai rifiuti di ogni sorta, anticipando le spese, che poi
saranno addebitate ai proprietari. Ma in ballo c’è anche la salubrità del sito, che potrebbe aver bisogno di
essere bonificato, se i rilievi sul terreno dovessero trovare tracce di inquinamento dovuto al deposito e
all’abbandono di materiali tossici. Il Comune però potrebbe agire solo dopo aver iscritto un’ipoteca sullo
stesso luogo».
La municipalità è consapevole che quei dieci presunti proprietari potrebbero anche ignorare l’intera
procedura. «Non resterebbe che la vendita all’asta», osservano i due assessori. Ma l’Amministrazione
sarebbe interessata ad acquisirla, magari per realizzarvi un’area verde? Un’ipotesi sulla quale i due
componenti della Giunta non si sono sbilanciati.
«Il caso comunque è noto da anni al Comune, come riportano ordinanze datate e indirizzate ad una
persona che in passato si era stabilita all’interno dell’edificio, ma non ne risultava proprietaria -
concludono Filippin e Zonta - senza che si sia mai risaliti con precisione agli eredi dei tre soggetti che
rilevarono il complesso dal fallimento dell’azienda, tutti scomparsi da tempo».

Data di pubblicazione: 8 marzo 2012
Disqus