6 maggio 2012
VALBRENTA. C´è grande attesa nei Comuni valligiani per il verdetto del Tribunale superiore delle acque di Roma

Centrale, la sentenza è vicina

Il Giornale di Vicenza 06/05/2012

La Valle insorge contro la paventata costruzione di una
centrale idroelettrica sul Brenta. In questi giorni le sponde del
fiume si sono vestite di striscioni di protesta, mentre le strade
sono state tappezzate di volantini che preannunciano
manifestazioni.
Sono passati più di quindici anni da quando la ditta Crestani
ha fatto richiesta per il ripristino della derivazione a Pian dei
Zocchi di San Nazario. Lo scorso giugno il Genio Civile ha
approvato la concessione ma i Comuni di Valstagna, San
Nazario e la Comunità montana hanno presentato un ricorso
contro la Regione e la ditta Crestani al Tribunale superiore
delle acque pubbliche di Roma, chiedendo in via preliminare
la richiesta di sospensione della concessione.
Uno dei punti cardini del ricorso si basa sulla mancata richiesta di valutazione di impatto ambientale
(Via): con la derivazione a Pian dei Zocchi il deflusso minimo vitale non verrebbe rispettato e molte
attività turistico-sportive sorte nell´ultimo decennio verrebbero cancellate.
Nella prima udienza, tenutasi il 18 aprile, constatata la particolarità della vertenza sotto il profilo
tecnico-idraulico, il giudice ha suggerito ulteriori approfondimenti. La prossima udienza si terrà il 23
maggio e a questa ne seguirà un´altra con le discussioni finali e la sentenza.
Il “Comitato tutela fiume Brenta” si è fatto portavoce della causa popolare contro la nuova centrale,
con l´apertura di una propria pagina anche su un social network.
«Il fiume Brenta non può morire per una nuova centrale idroelettrica - è l´opinione del Comitato - Si
è concesso a un privato la concessione allo sfruttamento delle acque nell´unico tratto del fiume
rimasto a regime naturale dove, negli ultimi anni, si sono sviluppate numerose attività con finalità
turistiche, sportive ed educative che hanno valorizzato la Valbrenta sia a livello nazionale che
internazionale».
A queste motivazioni vengono aggiunte quelle del ricorso presentato degli enti locali, come il
rispetto del deflusso minimo vitale, delle specie protette che vivono nel fiume, insieme allo sviluppo
turistico e sportivo in crescita, con vantaggi sia per i paesi che per le attività commerciali. Con
l´attivazione della nuova concessione questo patrimonio potrebbe andare perduto.
«Penso sia ancora prematuro parlare di manifestazioni - spiega Luca Ferazzoli, presidente della
Comunità montana- Abbiamo dato incarico ad un avvocato, verso il quale nutriamo massima
fiducia, e c´è ancora un giudizio in corso, alla fine del quale faremo le valutazioni opportune».

Data di pubblicazione: 7 maggio 2012
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