18 marzo 2012
È allarme siccità

AMBIENTE. Pronto in Regione un piano per tutelare gli invasi

Il Giornale di Vicenza 18/03/2012

AMBIENTE. Pronto in Regione un piano per tutelare gli invasi
È allarme siccità
Sul Grappa con le autobotti

La crisi idrica più seria in 20 anni Anticipato l´inizio irriguo. Bacini montani in grave sofferenza. In
pericolo il Brenta e le coltivazioni
L´allarme siccità, che vede il Veneto come la regione più colpita del Nord Italia, si acuisce nel
Vicentino e non risparmia il Brenta e il Grappa dove l´acqua è portata con le autobotti. I dati Arpav
riportano una realtà idrologica sconcertante: falde basse e fiumi in secca. Il timore è che, in assenza
di prossime e copiose precipitazioni, nei mesi futuri si dovrà affrontare una vera e propria crisi idrica
con danni sia in campo civile che agricolo, e gravi ripercussioni anche sulla salute del Brenta,
vincolata dal rispetto del deflusso minimo vitale delle acque, dal quale dipende la sopravvivenza
della fauna fluviale e delle attività sportive legate ad essa. L´indice di scarsità idrica recentemente
elaborato dall´Arpav configura la situazione attuale come la seconda peggiore rilevata negli ultimi
vent´anni: le precipitazioni nevose da ottobre a gennaio hanno registrato diminuzioni anche del
70%, mentre la portata dei corsi d´acqua, sia montani che di pianura, è molto inferiore alla media
storica. Lo stato di allarme è aggravato dalle temperature di questo inizio marzo, molto superiori alla
media stagionale che non fanno certo sperare nella caduta del metro e mezzo di neve necessario a
far rientrare l´allarme. Nel frattempo la Regione corre ai ripari emanando un piano di emergenza per
provvedere al riempimento degli invasi, come quello del Corlo per il Brenta. Una misura per
preservare nei bacini la quantità d´acqua necessaria a garantire le priorità di utilizzo potabile e
irriguo. «Abbiamo avuto un incontro in Regione - spiega Danilo Cuman, presidente del Consorzio
pedemontano Brenta - per concertare i provvedimenti necessari a gestire l´emergenza siccità - La
situazione è grave, oltre agli aspetti legati al Brenta ci sono quelli che condizionano l´irrigazione dei
terreni, delle culture e dei vivai. L´inizio irriguo per l´agricoltura sarebbe stabilito dal primo aprile ma
è stato necessario anticiparlo ai primi di marzo per la carenza di precipitazioni». Anche Rolando
Lubian, presidente del Bacino acque fiume Brenta, non manca di esprimere la propria
preoccupazione. «Si è avverato proprio quello che temevamo - dichiara Lubian - il decreto della
Regione ci lascia come unico passaggio idrico quello di Cismon. Il Brenta si troverà così ad
affrontare la più grave crisi della sua storia, forse superiore a quella del 2003. Siamo in contatto con
Enel, funzionari della Provincia e Consorzio pedemontano Brenta per monitoraggi quotidiani delle
acque, e la situazione che si prospetta è preoccupante. Per quanto mi concerne, spero che non si
debba chiudere la pesca». Oltre a tutto questo è importante ricordare che la mancanza di
precipitazioni primaverili comporterebbe anche gravi rischi igienici sia per il Brenta, nel quale si
scaricano le eccedenze di molte fognature, che nei canali di collegamento.
Francesca Cavedagna

Data di pubblicazione: 19 marzo 2012
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